MONS. TIMOTHY VERDON
Direttore Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

In un tempo e in un luogo celebri per l’arte – nel Rinascimento a Firenze – emerge sopratutto un maestro, Filippo Brunelleschi, il cui capolavoro, l’enorme cupola di Santa Maria del Fiore, a distanza di sei secoli esprime ancora l’anima della prima città moderna d’Europa. Ardita e imponente, innovativa e ricca di tradizione, la cupola comunica a tutti, fiorentini e turisti, la sconfinata capacità umana di superare ostacoli al servizio di una grande visione. Realizzata in un clima di continue critiche, simboleggia il coraggio di perseverare in un progetto destinato a mutare il senso dell’architettura; costruita a completamento di una chiesa, ridefinisce il rapporto dell’uomo con Dio nei termini umanistici di condivisa dignità creativa.
L’opera lirica composta dal Cardinale Bartolucci mette in scena questo straordinario percorso artistico: i vari progetti in competizione, il concorso per la scelta dell’architetto, il cantiere dei lavori e la realizzazione della Cupola attorno alla quale danzano idealmente i Colli fiorentini in festa. La parola esaltata dalla potenza della musica diviene anch’essa solida architettura e ci fa rivivere i sentimenti e gli ideali di “Brunellesco”, senza dubbio uno dei più grandi e geniali architetti della storia.

MONS. TIMOTHY VERDON
Direttore Museo dell’Opera del Duomo di Firenze