ALESSANDRO BICIOCCHI
Segretario Generale Fondazione Domenico Bartolucci

Nell’imminente ricorrenza dei Seicento anni dal celebre Concorso per la costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore la Fondazione Domenico Bartolucci desidera presentare in prima esecuzione assoluta a Firenze l’opera lirica Brunellesco, composta dall’insigne musicista mugellano, già Direttore Perpetuo della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Accademico di Santa Cecilia, il Cardinale Domenico Bartolucci.
Chi ha avuto il privilegio di frequentarlo e di godere dei suoi insegnamenti e ricordi, sa bene quanto fosse a lui cara questa opera, vagheggiata fin dagli anni del Seminario fiorentino, quando improvvisava all’organo della Cattedrale sotto la celeberrima Cupola del Brunelleschi e progettava l’Oratorio Santa Maria del Fiore.
La composizione nacque sul testo di un altro seminarista, Gino Bellucci, ma in questa prima stesura si limitava a ricordare la Danza dei Colli Fiorentini attorno alla Cupola ormai realizzata. Con il passare del tempo l’Autore, trasferitosi a Roma ed assorbito dall’attività di Direttore della Cappella Sistina, iniziò a sentire la nostalgia per quella che ricordava sempre come: “la cara e amata Firenze!”. Decise dunque di trasformare l’Oratorio in una monumentale Opera lirica in tre atti, dedicandola al genio di Filippo Brunelleschi, che della Cupola fu ideatore e artefice.
Questa è la genesi di Brunellesco: un’Opera che nelle intenzioni di Domenico Bartolucci vuole rendere omaggio ed esaltare la figura e le prodezze di uno dei più celebri artisti italiani, conosciuto e studiato in tutto il mondo per le “arditezze” con le quali sorprese i fiorentini voltando la Cattedrale. Le idee di Brunelleschi – infatti – furono così rivoluzionarie che, oltre alla derisione nei suoi confronti, suscitarono numerosi dubbi circa la possibilità della loro effettiva realizzazione. Il lavoro ultimato destò una tale ammirazione che lo stesso Michelangelo, in procinto di recarsi a Roma per costruire la Cupola di San Pietro, pare abbia esclamato stupefatto: “Vado a Roma a far la tua sorella di te più grande sì, ma non più bella!”.
Il libretto è maturato nella mente del compositore attraverso un’appassionata lettura di diverse fonti, tra le quali in particolare Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti di Giorgio Vasari e La Vita di Filippo di Ser Brunellesco architetto fiorentino di Filippo Baldinucci.
Le varie scene dell’Opera evocano la realizzazione dell’eccezionale evento artistico: il sogno dell’Architetto che elabora il progetto, l’animato concorso, il cantiere “senza travature”, l’abbandono dei lavori per le rivalità con Lorenzo Ghiberti ed infine la solenne consacrazione da parte di Papa Eugenio IV e la danza ideale dei Colli fiorentini attorno alla Cupola.
Per completare il “cantiere musicale” Bartolucci ha impiegato numerosi anni: si dedicava al Brunellesco soprattutto nei periodi estivi che trascorreva a Montefloscoli, nella pace del suo Mugello, quando si sentiva più vicino a quei grandi artisti che attraverso le loro opere avevano ispirato fin da giovane i suoi ideali artistici: Giotto e Beato Angelico, anche loro mugellani, Masaccio, Brunelleschi e Michelangelo. Erano questi i nomi che il Maestro continuamente citava come esempi da guardare anche per la costruzione delle architetture musicali.
Il manoscritto dell’Opera rivela il lavoro minuzioso del compositore e la sua personale nota di incontentabilità: l’edizione definitiva è frutto di continue modifiche ed aggiustamenti che il Maestro ha operato nel tempo, affinché la musica potesse aderire quanto più possibile al testo, esaltandolo e rendendolo vivo.
I Seicento anni dal Concorso per la Cupola costituiscono la migliore occasione per presentare Brunellesco in prima assoluta a Firenze ed esportare poi la produzione negli Stati Uniti, in collaborazione con l’Italian Academy Foundation. Mi auguro che la nostra Fondazione possa incontrare il sostegno di qualificate Istituzioni pubbliche e private per ricordare un evento fondamentale ed unico nella storia dell’arte italiana. Firenze sarà al centro di questa grande produzione che darà risalto alla Cattedrale e a Filippo Brunelleschi, ma anche a Domenico Bartolucci del quale quest’anno ricorre il Centenario dalla nascita avvenuta a Borgo San Lorenzo l’8 maggio 1917. Il patrimonio musicale del Maestro che ha operato tra Firenze e Roma, sotto le Cupole di Santa Maria del Fiore e di San Pietro, riveste un carattere di altissimo pregio ed è senz’altro una delle espressioni più significative della musica del Novecento italiano.
Nell’attesa di poter vivere assieme al pubblico le emozioni dell’Opera desidero ringraziare gli Enti Patrocinanti, il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, il Cardinale Arcivescovo, Giuseppe Betori e il Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesco Bianchi, che hanno aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa, garantendole la più alta ufficialità.

ALESSANDRO BICIOCCHI
Segretario Generale Fondazione Domenico Bartolucci